Lente Sillabe

In questo mondo vostro
Tutto vestiti e vissuto
Io credo nei libri,
Fatto casa
I muri di pagine
Il tetto d’idee
Appena uscivo
Sbagliavo perché
Il vostro mondo
di complessi
E maschere,
Si è fatto
Ambiguo
Vago
Una perenne orgia
Una massa di carne
Come da previsto
Corpi bisognosi
Occhi
Bocche aperte
E valanga di emozioni.
Tu maestro odisseo
Esploratore senza confini
Senza fini
Ammaestrato il tempo
Cavalcato il mare
Plasmato le terre
Sussurrato ai venti
Mi fai perdere in te.
Mentre guardavo il mare,
Compongo un essere
Di questo mondo di giorno
Di notte scompongo
Le sue sillabe
I suoi suoni
Attendo te.

L’isola che di notte c’è

La notte
Un corpo velato
Con la trasparenza
Del nero
Copre e svela
Informa
Di quanto scopre
La luce
Di quanto stressa
Il giorno
La bruttezza
Della fusione
Del mio essere
Col bianco del giorno
Col dovere
Col dafare
Con la dittatura
Onnipresente
Invisibilmente.
Ma se tu conosci
Il mio ritorno
Il mio ballo
Di notte
La mia luce
Vede solo te.
E da lontano
Si compone
La melodia
Di chi sa ballare
Dentro la testa
La tua e la mia.
Poi il sole
Ci mette
A nudo
E ci copriamo
Le linee del tempo
Il peso degli anni
La puttana vita.
Perché chi conosce
Vedere nel buio
Sentire il tuo canto
E se per caso
Io ballo e sai ballare
Con lo stesso ritmo
Cade il sole
Dentro il mare
E nella notte

Sull’isola che c’è

Di mare accogliente

Di palme abbracciati

Di olive materne

Di fichi sborranti

Dell’isola che c’è,


Le stelle mi hanno fatto

Vedere solo Te.

Pantelleria August 15, 2021